Norvegia on the road… seconda puntata

Ci eravamo lasciati a metà percorso tra fiordi e dolcetti alla cannella! Impossibile racchiudere in un solo articolo le meraviglie della Norvegia.

Ecco la seconda parte del mio itinerario: Norvegia on the road!

09-12 agosto 3 notti e 4 giorni – 987 km percorsi

987 kilometri di natura, un percorso nel verde tra cascate, ghiacciai, specchi d’acqua infiniti e piccole casette isolate sparse qua e la.

Mi sarei fermata ogni metro per fare foto! Meno male che non mi sono portata la reflex altrimenti per lo stesso viaggio ci sarebbe voluto un mese! Ore 8:09 si parte, Skor ci da il buongiorno così, sole e WOW…

Dopo pochi km prima sosta in Paradiso! E poi ancora un ghiacciaio, tanto per gradire! Dico, come fai a non inchiodare e accostare? IMPOSSIBILE… Sono scenari che ti rimangano impressi negli occhi e nell’anima per sempre. Posti da goderti a pieni polmoni e immerso nel silenzio e nella pace che ti circonda!

Proseguiamo alla volta di Bergen…

!!!Non mi soffermo neanche su Flåm e il suo trenino vintage perché vi sconsiglio di prenderlo, meta assolutamente turistica per navi da crociera e giapponesi, vi fa perdere tempo per vedere poi lo stesso panorama che vi circonderà per tutto il viaggio.

Cosa vedere a Bergen:

Ora, premessa! Il meteo a Bergen funziona più o meno così: piove praticamente sempre! In una settimana piove 3 giorni si, uno no e di nuovo 3 giorni si. Per la serie, meteoropatica come sono, vivessi li sarei già sotto antidepressivi o alcolizzata! Lo scherzo del destino vuole che “sti pori norvegesi” non si possano manco buttare sui super alcolici che, ahimè, si possono acquistare solo al “vinmonopolet”, lo spaccio statale. Nei supermercati trovate solo birre e alcolici con gradazione al di sotto del 6%. In più costanoooooo! insomma, mai na gioia!

Per il freddo e l’isolamento l’alcol, invece che razionarglielo così, dovrebbe passarglielo la mutua!

Noi siamo stati piuttosto fortunati perché Bergen ci ha accolti così…

Regalandoci sole e colori fantastici! Un pomeriggio passato a perdersi nei vicoletti. Tra le casette di ogni forma, colore e dimensione… Tutte rigorosamente in legno!!!

Curiosità: sapevate che, in Norvegia, il colore delle casette in legno denota la ricchezza della famiglia che la possiede? Ebbene si! Le rosse sono dei più poveri, come i pescatori, le gialle di quelli un po’ meno poveri e le bianche dei ricchi!  E’ stato strano dopo tanti km di verde e natura ritrovarsi nella “civiltà”.  Bergen è una città piena di giovani, molto viva, come tutte le cittadine universitarie, una Bologna de noialtri! Tappa obbligata? La cena al mercato del pesce, ve la consiglio al tramonto perché tutto si colora di magia!Questi gazebo rossi che vedete nell’ultima foto sono gli stand all’aperto, dove ho mangiato io! Non vi illudete, il fatto che si chiami mercato non fa di lui un luogo economico!!! Quindi vorrei proseguire dicendo: “Ora per digerire salite a piedi fino alla terrazza panoramica che si affaccia su tutta Bergen a 180°“… Ma sono onesta e vi dirò, conservate le calorie, perché non vi alzerete con la pancia piena, e prendete la funicolare! Ne vale la pena!!!

Per la legge del contrappasso e anche per l’assioma del meteo di Bergen il giorno dopo ha piovuto! Ma lasciare Bergen senza vederla con il cielo plumbeo sarebbe stato più o meno come andare a Roma e non vedere il Colosseo! Quindi va bene così!!!

Altro giro under the rain per le casette storiche patrimonio dell’Unesco e lasciamo di nuovo la civiltà… Il viaggio into the wild prosegue! Altra curiosità: se uscendo da Bergen vedete edifici bassi e lunghissimissimiiiii, non vi preoccupate, non sono le case dei trolls… Indovinate cosa sono? Non ci crederete mai, li i norvegesi fabbricavano le corde, anch’esse lunghissime! Immaginate quante dovevano servirne per le barche del porto, beh, hanno dovuto costruire veri e propri edifici, vista la frequenza delle piogge, per tenerle al riparo dall’acqua!!!

Ecco il panorama che preferisco di questa terra sconfinata… Verde, pace e cascate, 1 persona ogni 10 kilometri quadrati e il rumore assordante della cascata! Non una cascata a caso, ma la cascata dell’amore eterno – Steinsdalfossen… Basta baciarcisi sotto e il gioco è fatto! A seconda di quanto il bacio è hot, puoi accaparrarti anche la comunione dei beni ahhahahahahah… Scusate, ma io per non sapere ne leggere, ne scrivere ci sono andata giù pesante!

Ora guardate questa “vallata”. Non so se riuscite a capire l’altezza delle rocce! Immaginate quindi l’irruenza delle cascate che, da ogni lato, si tuffavano giù! Ero circondata, non sapevo da che lato guardare, forse uno dei posti che si aggiudica il podio dei best of the trip : Vøringsfossen.

Forse le foto neanche rendono, ho provato con una panoramica, ma credetemi è da lasciarvi senza fiato! Avevo paura di sporgermi per guardare giù! Pazzesco!!!

Come chiudere in bellezza!!!

E come sempre alla fine di un viaggio chiudo con una ricetta in tema…

L’apple pie

Ingredienti:

per la base:

  • 360 g di farina;
  • 190 g di burro;
  • 90 ml di acqua ghiacciata;
  • 3 cucchiaini di zucchero,
  • 1/2 cucchiaino di sale

per il ripieno:

  • 6 mele Granny Smith;
  • 170 g di zucchero;
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna (15 g);
  • 2 cucchiai di farina ( 18 g);
  • 1 cucchiaio di succo di limone;
  • un pizzico di sale;
  • la punta di un cucchiaino di noce moscata;
  • 1 cucchiaino di cannella;
  • 1 bianco d’uovo leggermente sbattuto;
  • 1 cucchiaio di zucchero grezzo;

Procedimento:

Per il ripieno: private le mele della buccia e dei semi e riducetele a fettine. Io le ho lasciate con la buccia!

In un colino di grandi dimensioni o in uno scolapasta mettete le mele a fettine e cospargetele con 55 g di zucchero. Posizionateci sotto una ciotola e lasciatele così per 1 ora e mezza,  lasciate che drenino!


Approfittate di questo tempo “morto” per preparare l’impasto: aggiungete nel mixer la farina, lo zucchero, il sale e il burro, freddo di frigo, a cubetti. Fate andare finché non otterrete una sabbiatura grossolana! Sempre nel mixer aggiungete l’acqua fredda di frigo, un cucchiaio alla volta. Sulla spianatoia infarinata lavorate l’impasto lo stretto necessario per renderlo liscio ed omogeneo. Dividetelo in due panetti, avvolgetelo nella carta trasparente e lasciatelo riposare in frigo per almeno 30 minuti!

Preriscaldate il forno a 260°.

In una ciotola mettere le mele, lo zucchero rimanente, lo zucchero di canna, la farina, il succo di limone, il pizzico di sale, la noce moscata e la cannella! Mescolate gli ingredienti e lasciateli da parte.

Sul piano infarinate stendete l’impasto

Prima create il cerchio per la base, aiutandovi con lo stampo prescelto per definire le dimensioni. Disponetelo nello stampo. Con questo impasto non è stato necessario ne imburrare ne infarinare la teglia, la pie si stacca tranquillamente una volta intiepidita!

Posizionateci all’interno il ripieno di mele.

Ora sbizzarritevi per creare il TOP della vostra pie! L’impasto è talmente elastico che potete giocarci come volete, plasmare qualsiasi cosa… io ho realizzato un gufetto ad esempio e due mini pie con bellissimi intrecci…

Ora che il top è pronto, spennellatelo con il bianco d’uovo e spolverizzatelo con lo zucchero grezzo!

Abbassate il forno a 190° e infornate per 35-45 minuti.

TIP: Controllate la cottura dopo una ventina di minuti, se il top della pie si sta scurendo troppo, copritelo con la carta cuky alluminio, così non si brucerà e potrete proseguire la cottura tranquillamente!

Lasciatele raffreddare e poi rimuovetela dagli stampi! Eccole qui le mie pie!!! Non solo belle da vedere ma anche buonissime e profumatissime!!!

Mi sono dilungata tantissimo scusate ma tra posti meravigliose ed apple pies di cosa da dire ce ne sarebbero ancora molteeee… Vi lascio con una carrellata di foto che parlano da sole!

A prestissimo con il prossimo viaggio!

 

 

 

 

 

 

 

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2 Comments

  1. Patrizia Rossi
    ottobre 16
    Reply

    Ciao, sono Patrizia da Grosseto, mi hai fatto rivivere piacevolmente la splendida vacanza che abbiamo fatto insieme questa estate. Condivido molte delle tue riflessioni, al prossimo viaggio.

    • Laura Conforti
      ottobre 16
      Reply

      Ciao Patriziache bello sentirtiiiii! Ma sono felicissima che ti sia piaciuto! Al prossimo viaggio baci a te e alla tua dolce metà

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